Un bellissimo Ballo in Maschera di Giuseppe Verdi con la regia di Leo Nucci è andato in scena al Teatro Municipale di Piacenza

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Un bellissimo Ballo in Maschera di Giuseppe Verdi con la regia di Leo Nucci è andato in scena al Teatro Municipale di Piacenza
Un bellissimo Ballo in Maschera di Giuseppe Verdi con la regia di Leo Nucci è andato in scena al Teatro Municipale di Piacenza

Un bellissimo Ballo in Maschera di Giuseppe Verdi con la regia di Leo Nucci è andato in scena al Teatro Municipale di Piacenza, all’interno del progetto Opera Laboratorio 2016.

Il celeberrimo baritono si è calato benissimo nel clima del ‘700 americano, al tempo della rivolta di Boston che diede il via all’indipendenza degli Stati Uniti, riuscendo a darne una lettura classica ma nello stesso tempo originale, capace di trovare tutte le sfumature spesso velate all’interno del libretto. Molto suggestiva è risultata la scena dell’antro di Ulrica, con l’arrivo di una ragazza bianca indemoniata o forse solamente epilettica che viene guarita dal tocco della santona, la quale è circondata da schiave nere che alla fine sono costrette dai soldati inglesi ad intonare “O figlio d’Inghilterra”.

Così come un bel cameo è la presenza di una Mommy alla Via col vento in casa di Amelia e Renato. Ma sarebbe troppo lungo raccontare tutti i particolari presenti in questa messa in scena. Tutto ciò dimostra, ancora una volta, che è molto più complicato e difficile calarsi nel tempo del libretto e capirlo alla perfezione rispetto ad una attualizzazione, che semplifica di molto non dovendo comporta nessuno studio ed approfondimento delle epoche passate. Per riuscire in questo ci vogliono dei registi di gusto, sensibilità e cultura: cose che Leo Nucci ha sempre dimostrato di possedere nella sua carriera. Ma ci vogliono anche dei direttori artistici che abbiano il coraggio di andare controcorrente e non piegarsi alla moda attuale, delle riletture a tutti i costi di capolavori immortali che, nella maggior parte dei casi, si riducono in banalizzazioni, cosa che Cristina Ferrari ha sempre dimostrato di essere. Molto suggestive e perfettamente caratterizzate, sono risultate le scene realizzate da Carlo Centolavigna anche per lo splendido gioco di luci di Claudio Schmid. Ogni quadro è stato studiato alla perfezione: già detto della suggestione dell’antro di Ulrica, giustamente macabra è apparsa L’orrida Selva, come splendido è risultato essere il salone della festa la cui visione procura ovazioni fra il pubblico. Artemio Cabassi, è stato bravissimo nel rendere visivamente riconoscibili immediatamente i personaggi come pure a caratterizzare le varie componenti del coro. Già dall’inizio all’apertura del sipario, nel primo quadro, il colpo d’occhio è stato affascinate, con i soldati, i congiurati e gli immancabili cicisbei che arricchivano le corti settecentesche.

Un bellissimo Ballo in Maschera di Giuseppe Verdi con la regia di Leo Nucci è andato in scena al Teatro Municipale di Piacenza
Un bellissimo Ballo in Maschera di Giuseppe Verdi con la regia di Leo Nucci è andato in scena al Teatro Municipale di Piacenza

Con tale messa in scena ci voleva un direttore del calibro e dell’esperienza di Donato Renzetti, per rendere musicalmente tutte le atmosfere volute da Giuseppe Verdi, perfettamente seguito dall’orchestra “Luigi Cherubini”, e dal coro del Teatro Municipale di Piacenza preparato in modo magistrale da Corrado Casati.

Trionfatrice della serata il soprano Susanna Branchini, che dimostra di avere la voce perfetta per questo tipo di ruoli verdiani. Dopo il successo del Macbeth, sempre in questo teatro, in coppia con Leo Nucci, la Branchini ha dato vita ad un’Amelia forte e decisa ma capace di morbidezze. È apparsa sicura non solo negli acuti squillanti ma soprattutto nelle note gravi di cui la partitura è piena ed in cui spesso risultano inudibili anche soprani più blasonati.

Accanto a lei il giovane tenore Vincenzo Costanzo, ha dato vita ad un Riccardo palpitante ed appassionato, palesando delle qualità ci fanno prefigurare un futuro molto roseo.

Il baritono coreano Kim Mansoo, è stato un Renato molto in parte, capace di trasmettere tutti gli stati d’animo di questo che è il personaggio più complesso di tutta l’opera, aderendone perfettamente. Sicuramente gli ha molto giovato aver lavorato a stretto contatto con Nucci, il baritono che negli ultimi venti anni è stato uno dei protagonisti delle più importanti messe in scena di quest’opera a livello mondiale.

Una bella scoperta è stato il soprano madrileno Natalia Labourdette, che ha dato vita ad Oscar, paggio da letto, di Riccardo, palesando una bella voce, molto sicura negli acuti.

Il mezzosoprano Ekaterina Chekmareva, ha reso bene il personaggio di Ulrica, sebbene avesse qualche lacuna nelle note gravi.

Ottimi i due giovani bassi Mariano Buccino, Samuel e Cristian Saitta, Tom. Bella figura ha fatto Giovanni Tiralongo nel ruolo di Silvano. Completava il cast nel doppio ruolo del primo giudice e del servo di Amelia il tenore Raffaele Feo.

Un trionfo per tutti.

Domenico Gatto