Cendrillon al Teatro Coccia di Novara

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Cendrillon al Teatro Coccia di Novara

A mio pensare è lodevole l’azione intrapresa dal Coccia di Novara, con un plauso alla direttrice Corinne Baroni ed a tutto lo staff, per la realizzazione dell’Accademia Amo del Teatro Coccia e per le varie opere di sensibilizzazione ed acculturamento del pubblico con la presentazione allo stesso (prima della rappresentazione) del lavoro compiuto attraverso la parola di regista, direttore d’orchestra e quanti hanno avuto un ruolo decisivo nella realizzazione.

Cendrillon  è la rara opera scritta da Pauline Viardot, mezzosoprano, pianista, compositrice e maestra di canto che pur eclettica musicista non ebbe la fortuna della ben più celebre sorella Maria Malibran, pur vivendo a lungo ed anticipando i tempi influenzando parecchio negli ambienti musicali del XIX secolo.
Cendrillon è una perla rilucente nel panorama del teatro musicale  scritta originalmente per sette cantanti e pianoforte, liberamente ispirata alla celebre fiaba di Cenerentola che alterna, secondo la struttura dell’opéra-comique, parti cantate e dialoghi parlati. I personaggi ed i ruoli ed anche certe arie …una volta c’era un re…, seppur qui diviene un principe, tradiscono lo stretto connubio con la Cenerentola rossiniana.

Cendrillon al Teatro Coccia di Novara
Cendrillon al Teatro Coccia di Novara

In buca solo 9 strumenti diretti dal giovane Michelangelo Rossi che sa interagire avvedutamente con partitura ed il piccolo ensemble a disposizione dall’orchestra del Luglio Musicale trapanese  e fa ben emergere la gavotta, la barcarola come fosse musica facile e non apparentemente facile! La scrittura ha tutto il profumo ed il sapore francese e Paola Magnanini ha giocato con la scrittura iniziale ricreando sensibilmente un esempio di teatro da camera dando valore ad una partitura mai scritta, ottenendo un risultato gradevole e facile all’ascolto.

Rispettosa la regia di Teresa Gargano in un allestimento classico con atteggiamenti contemporanei; i personaggi si muovono con agilità e freschezza pur in abiti di qualche secolo fa. Ho trovato divertente il gettare dalla finestra oggetti vari, dalla zucca ai topolini, che toccato il suolo e per la magia della Fée interpretata amabilmente da Raffaella di Caprio, diventano la carrozza, il cocchiere e così via. Le scene dell’attento Danilo Coppola sono molto semplici, ma curate ed apprezzate, come i costumi realizzati dallo stesso Coppola. Bravi Gianluca Moro nel Prince Charmant e Dario Sebastiano Pometti nel Comte Barigoule: buone voci e buone interpretazioni. Le due sorellastre Armenilde e Maguelonne sono rispettivamente interpretate da Simona di Capua e Ilaria Alida Quilico, abili caratteriste che nulla sacrificano al canto che viene reso divertente ed accattivante. Interessante Pasquale Greco in Le Baron de Pictordu. Bene per Francesca Martini in Marie detta Cendrillon che ha brillato nel ruolo del titolo. Le luci di Ivan Pastrovicchio sono misurate e quindi gradevoli:

Veramente un’altra nota positiva per questo importante teatro di tradizione che è il Coccia di Novara; i cantanti giovani hanno dato il meglio ed anche tutto quanto sta intorno all’opera è apprezzabile!

La Musica vince sempre.

Renzo Bellardone

Credito fotografico: Finotti