I Capuleti e i Montecchi. Bellini. Verona

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Teatro Filarmonico di Verona 5 novembre 2013

Tragedia lirica in due atti di Felice Romani

Dopo trent’anni torna a Verona e chiude la stagione lirica 2012 – 13 del Teatro Filarmonico, I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini. Il compositore catanese compose quest’opera sollecitato e pregato dal Teatro La Fenice di Venezia. Bellini utilizzò un libretto che Romani aveva già proposto in precedenza ad un altro compositore. L’opera fu composta in poco più di un mese, tra la fine di gennaio ed i primi di marzo 1830, tanto che Bellini dovette attingere a piene mani a motivi della Zaira, opera composta l’anno precedente e andata incontro ad un irrimediabile insuccesso. Bellini però non si limitò a riciclare la vecchia musica, ma la sottopose ad un’accurata rielaborazione, per adattarla ai personaggi e agli interpreti previsti. I Capuleti e i Montecchiandarono in scena a Venezia l’11 marzo 1830, con grande entusiasmo del pubblico, grazie anche ad un cast eccezionale, tra cui spiccava la grande Giuditta Grisi. La storia ovviamente è quella notissima, tratta dalla commedia shakespeariana, ambientata proprio nella città di Verona nel tredicesimo secolo durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini.

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L’allestimento attuale, vede la regia di Arnaud Bernard. Il regista francese ambienta l’opera in una pinacoteca in allestimento, in un museo pieno di operai al lavoro, di tele imballate e trasportate continuamente di qua e di là del palcoscenico. A un certo punto compare anche la donna delle pulizie… e da tutto questa confusione, escono, non si sa come, non si sa perché, da un quadro che non c’entra nulla col contesto, i coristi e parte dei cantanti. Cantanti vestiti con i costumi appropriati di Maria Carla Ricotti, ma che riportano al XVI secolo, in un contesto scenico completamente contemporaneo. Nel tentativo di creare una regia originale, Bernard, non solo tende ad un eccessivo minimalismo registico, ma sfocia in una banalizzazione del dramma. Lasciamo perdere le motivazioni, forse plausibili ma arcane, di aver ambientato l’opera in un museo (tra l’altro idea non è propriamente nuova), ma quello che manca a questa regia è proprio la verve drammatica, scemata enormemente dalla comica presenza in scena di personaggi incoerenti, oppure dai banali tableau vivant che ogni tanto fanno da congiunzione a varie situazioni sceniche. Anche l’eccesso di rabbia e furore dei personaggi tra di loro ci sembra eccessiva e fuori luogo, tanto da far comparire i protagonisti come dei bulli di una gang di adolescenti. Da tutto questo ne deriva una regia impietosa verso le pagine di Bellini e – benché scorrevole – tendenzialmente banale e fuori luogo. Piacevoli le scene di Alessandro Camera, ma scollate dal resto dell’allestimento.

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Non possiamo nemmeno consolarci con la parte musicale. Il maestro Fabrizio Maria Carminati ha diretto con mano pesante e marziale, rallentando tempi e non sembrando molto in sintonia col cast canoro, anche se vi sono state pagine veramente buone, come nell’aria  Oh! quante volte, oh quante! del primo atto. Buona la tenuta dell’Orchestra dell’Arena.

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Cast non eccelso, tra cui spiccava la Giulietta di  Rosanna Savoia. Bella voce, pienamente nella parte, è riuscita ad esprimere vocalmente il personaggio.

Natalia Gavrilan ha dato vita ad un Romeo esuberante; voce piacevole e corretta. Sicuramente penalizzata dalla regia.

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Il Tebaldo del georgiano Shalva Mukeria è parso sicuro, dalla voce precisa e corretta. Carente nelle note gravi.

Molto bravo il basso Dario Russo in Lorenzo. Bella voce e pienamente nel personaggio.

Paolo Battaglia in Capellio non ha convinto per nulla.

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Molto buona la resa del coro dell’Arena, preparato dal maestro Armando Tasso.

Teatro Filarmonico con poco pubblico, che però ha apprezzato il canto e l’allestimento, tributando applausi a scena aperta soprattutto alle due protagoniste.

 

Capellio                                Paolo Battaglia

Giulietta                                Rosanna Savoia

Romeo                                   Natalia Gavrilan

Tebaldo                                 Shalva Mukeria

Lorenzo                                Dario Russo

 

Direttore                               Fabrizio Maria Carminati

Regia                                     Arnaud Bernard

Scene                                     Alessandro Camera

Costumi                                Maria Carla Ricotti

Maestro del coro                 Armando Tasso

 

Orchestra, Coro e tecnici dell’Arena di Verona

 

 

Nuovo allestimento in coproduzione tra Fondazione Arena di Verona, Gran Teatro la Fenice di Venezia, Greek National Opera.

 

Mirko Bertolini