Intervista a Joanna Parisi

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Joanna Parisi
Joanna Parisi

Grande ritorno al Théâtre du Passage di Neuchâtel, in Svizzera, per il soprano italo-americano Joanna Parisi, che nelle date del 26 e 27 Aprile interpreterà un ruolo a lei famigliare, quello di Santuzza nell’opera Cavalleria Rusticana del compositore italiano Pietro Mascagni, composta su una novella di Giovanni Verga.

Abbiamo incontrato il soprano per farle alcune domande prima dell’inizio della produzione di Cavalleria Rusticana al Théâtre du Passage, di Neuchâtel.

– Joanna, come si sente interprete nel ruolo di Santuzza e qual è stata la sua prima recita di debutto?

Adoro cantare il ruolo di Santuzza. Ho debuttato questo ruolo circa un anno e mezzo fa nella splendida sede dell’Aurora Theatre a Victoria, Malta, con un pubblico di duemila spettatori. È veramente uno dei miei ruoli che più mi appagano. Ho ricevuto grandi acclamazioni da parte della stampa e del pubblico ed è stato un momento d’orgoglio che mi ha davvero motivato. La tessitura è ideale per me, come soprano spinto, e mi sentivo così a mio agio nel cantare nella tessitura inferiore che la soprano greca Elena Kelessedi, che cantava Nedda in questa produzione ne I Pagliacci, mi ha chiesto di andare a cantare ad Atene. Tra me e me risi, perché non sono esattamente un mezzo, ma l’ho preso come un grande complemento e un buon segno per continuare in questo repertorio che è tra i più appaganti da cantare, come lo sono tutti i grandi ruoli del verismo.

– Pietro Mascagni e Cavalleria rusticana, quale è l’elemento più significativo di quest’opera?

La poesia e la singolare bellezza della solitudine, la ricerca di appartenenza e connessione sono catturati così bene e in modo così conciso, in quest’opera. Non solo, in tutta la partitura viene catturato l’amore disperato, l’amore superficiale, l’amore familiare e i colori e le trame della Sicilia autentica. La musica è profonda, aperta, diretta.

– Il verismo musicale, Lei ne è grande interprete. Una Sua considerazione professionale in merito.

Innanzitutto posso dire che una delle mie nonne si chiamava Gioconda e mia zia invece Lola, su ispirazione dell’opera preferita dalla mia nonna, Cavalleria Rusticana. La mia famiglia ha sempre avuto una grande ammirazione e rispetto per l’opera, specialmente per il verismo e da sempre sono stata attratta da questo. Per me è la musica più realistica ma anche quella più maestosa e appassionante che esista. Nei personaggi c’è sempre una forza innocente che sopravvive nonostante la tremenda disgrazia. È il contrasto preferito da esplorare in tutti i miei personaggi che è predominante nel repertorio del verismo.

– Il cast di Neuchâtel: colleghi per la prima volta o ha già avuto esperienze con loro?

Quest’anno il cast è spettacolare: Turiddu è il tenore argentino Gustavo Lopez Manzitti. Una voce di grande potenza e bellezza e canta quasi ogni anno al Teatro Colon. In realtà è stato uno dei miei primi partner sul palco di New York alla Carnegie Hall, dove abbiamo cantato assieme Andréa Cheniér. È meraviglioso essere riuniti in una produzione con lui. Il baritono Andrea è un grande talento e una splendida voce. La squisita Laurence Guillod canta Lola come un angelo. Il Maestro Facundo Agudin come sempre porta grande talento e maestria in questo teatro. Una menzione speciale va al grande Robert Bouvier che è assolutamente uno dei più grandi direttori d’opera che conosca. Lavora direttamente con le parole e le emozioni e, soprattutto, lavora per scoprire la bellezza e la verità da far esprimere a tutti i suoi artisti.

– In Svizzera ha cantato spesso. Cosa le piace di più del paese?

I bellissimi laghi, le maestose Alpi, i fiori, il cibo, il cioccolato ma soprattutto le persone e i colleghi! Adoro la Svizzera.

– Lei ha doppia nazionalità. Nel cuore ha gli States o l’Italia? O si considera cittadina del mondo?

Assolutamente adoro i due paesi allo stesso modo. E sono di certo una cittadina del mondo. Ma posso dire con certezza che sarò per sempre solo italiana e americana!

– La stampa internazionale l’ha acclamata come “interprete di successo con deliziose dinamiche di passaggio, un tono delicato e forti emozioni espressive”. Cosa dice di se Joanna Parisi?

Penso che il mio talento e la mia unicità di artista siano dati dalla mia comprensione per gli estremi emozionali. Ho una voce potente con molti colori e tessiture e cerco sempre di offrire interpretazioni che si adattino al concetto proprio del compositore, del librettista e alla mia personalità. Penso di avere una voce unica perché sono uno dei pochi cantanti d’opera autodidatta che non si è mai veramente identificata con una specifica tecnica o un insegnante. Probabilmente perché sono cresciuta a New York, in Italia forse la situazione sarebbe stata diversa. Ho imparato lentamente grazie all’ascolto, al coraggio e facendo tante prove. Ma grazie a questa esperienza ora posso insegnare agli altri con ottimi risultati. Questo poi è un momento estremamente emozionante per me perché essendo legata a Carlo Colombara, che ha un’importante voce verdiana, simile alla mia, capisce la mia natura di cantante e sa esattamente come consigliarmi al meglio per una miglior interpretazione e per raffinare la tecnica vocale. Dettagli che non sono facili da imparare o da insegnare, ma le chiavi per cantare bene.

– Da poco è sposa di un grande basso, Carlo Colombara. Progetti per il futuro assieme?

Grazie alla nostra vicinanza quotidiana e le nostre somiglianze caratteriali, uno dei nostri più grandi hobby è il brainstorming in ogni momento della giornata. Le nostre esperienze si completano molto bene e abbiamo sempre qualcosa di nuovo ed eccitante da fare o da proporre al nostro pubblico. Carlo è un insegnante spettacolare per me e lui, a sua volta, apprezza molto il mio parere. Collaboriamo bene assieme e ci diamo supporto a vicenda. Parlando di verismo siamo molto entusiasti su diversi progetti a venire: abbiamo in programmazione la produzione di un film operistico, tre album in lavorazione di cui due di verismo super rarities, La falce di Catalani e La Pinotta di Mascagni e il nostro album di arie e duetti. Siamo anche molto entusiasti di esibirci assieme a Malta ne Il trovatore, nell’autunno a venire. È un ruolo che ho cantato in tutto il mondo per molti anni e sono molto felice ed entusiasta di cantarlo assieme a mio marito.

Biografia|  Joanna Parisi è un soprano lirico spinto italo-americano, acclamata a livello internazionale per la sua naturale struttura nei ruoli di soprano tra i più impegnativi e iconici della scena operistica. Ha ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo per le sue interpretazioni delle eroine verdiane, del verismo e del belcanto. Di recente è stata premiata come una delle “grandi cantanti d’0pera della nuova generazione” da WQXR Classical. La Parisi si è laureata con il massimo dei voti al Conservatorio di musica presso l’università statale di New York. Ha inoltre conseguito una laurea con lode in giornalismo e pubbliche relazioni. Ha poi approfondito i suoi studi d’opera presso la Juilliard School e presso l’Opera Academy di Renata Scotto.

Joanna Parisi ha fatto il suo debutto operistico professionale nel ruolo di Tosca di Puccini al Central Park di New York. Poi ha interpretato Abigaille nel Nabucco di Verdi all’Union Square-Washington Irving Auditorium e il ruolo di Aida in Central Park con l’Orchestra di New York. Inoltre ha cantato in Andrea Chenier nel ruolo di Maddalena in concerto alla Carnegie Hall e un recital su Verdi e il verismo alla sala Weill. Ha interpretato le eroine pucciniane Tosca e Mimi in La Bohème al Centro Italiano di Cultura di New York, Enrico Fermi. Il debutto in Norma è stato all’Opera di Sarasota. Per Tosca poi canta ancora a Pisa, in Italia, al Teatro Solís in Sud America, e all’Opera Romana di Craiova, in Romania. Il ruolo di Abigaille nel Nabucco di Verdi lo interpreta nuovamente a Losanna, in Svizzera, poi Santuzza in Cavalleria Rusticana presso l’Aurora Opera House di Malta, oltre a numerose rappresentazioni sempre in Svizzera. Uno dei suoi ruoli principali è Leonora dell’opera Il Trovatore di Verdi e per questa parte di esibisce all’Opera Open Festival presso l’Ancient Theatre con l’Opera di Stato in Bulgaria, al Palacio de Bellas Artes di Città del Messico e all’Opera Wrocławska. Il ruolo di Floria in Tosca la vede grande interprete in quattro teatri Svizzeri, a Neuchâtel, Friburgo, Vevey e Porrentruy. Canterà poi Desdemona nell’Otello di Verdi al Teatro Politeama Mario Foglietti, in Calabria e sempre in Italia si esibisce in Sicilia al Festival Belliniano del Teatro Greco di Taormina in occasione del Gala Maria Callas. Ritorna anche all’Opera Wrocławska, in Polonia per La Gioconda, Un ballo in maschera, Tannhäuser e Adriana Lecouvreur. Per la celebrazione della Capitale culturale d’Europa si esibisce nel ruolo di Elsa von Brabant in Lohengrin. Nella primavera del 2017, Joanna Parisi fa il suo debutto come protagonista nel ruolo di Madama Butterfly in 12 recite con il Maestro Victor DeRenzi, al Sarasota Opera. Le esibizioni di Parisi nella Carmen di Bizet al Teatro Antico di Taormina, in Sicilia, sono apprezzate in tutto il mondo e presentate al Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Il soprano è stato molto apprezzato anche per le sue interpretazioni in Margherita nel Mefistofele di Boito, in Svizzera. In Brasile, durante la Coppa del Mondo 2014, ha cantato Micaela nella Carmen al Teatro Amazonas. Poi la ricordiamo nel ruolo di Elisabetta di Valois in Don Carlo con grande successo a Neuchâtel e Friburgo, in Svizzera e recentemente all’Opera di Craiova in copia con il basso Carlo Colombara. Ha cantato Donna Anna nel Don Giovanni al Teatro Solis con l’Orquesta Filarmonica di Montevideo: “Parisi ha dimostrato una voce potente con il comando dell’intero registro”, commenta così il prestigioso El Pais. A Pechino, in Cina, canta al National Center of the Performing Arts, diretta da Plácido Domingo per Operalia.

Ha ricevuto premi e riconoscimenti in tutto il mondo da molte prestigiose compagnie operistiche e musicali tra cui l’Operalia di Plácido Domingo, il Metropolitan Opera National Council e l’Opera Index. Le case di moda di fama mondiale Etro di Milano, Pablo Ramírez di Buenos Aires e Vivienne Westwood hanno disegnato per lei meravigliosi costumi.

Francesco Fornarelli