Cavalleria Rusticana. Mascagni. Napoles

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Cavalleria1.Napoles

San Carlo Opera Festival 
Teatro di San Carlo, 
Napoli, 
19 luglio 2014

Cavalleria Rusticana
Musica: Pietro Mascagni
Libretto: Giovanni Targioni -Tozzetti e Guido Menasci
Tratto dalla Novella di Giovanni Verga

La riproposizione di questa produzione del 2012 della Cavalleria Rusticana avviene nell’ambito del San Carlo Opera Festival, una bella novità del massimo napoletano che quest’anno continua la programmazione nei fine settimana estivi  e che terminerà a ottobre con l’Elisir d’amore.
Cavalleria rusticana è uno dei pochi titoli che possono garantire la presenza del pubblico in ogni parte del mondo, anche a prescindere dal cast dei cantanti, per la sua espressività, cantabilità e la complessità sinfonica. L’opera debuttò nel 1890 ed è considerata il primo esempio di verismo italiano nel melodramma,

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Nel libretto, l’azione si svolge in una Domenica di Pasqua in un paese della Sicilia orientale, dove la scena dovrebbe mostrare una chiesa a sinistra e la taverna del Mamma Lucia a destra,
In rottura con la convenzione, lo scenografo Sergio Tramonti ci mostra uno spazio claustrofobico,  dove il regista onnipresente sul palcoscenico, irrompe per far entrare, di volta in volta, fasci di luce, i personaggi dramma, il coro. 
«Mi dispiace per la mia intrusione. Io sono il regista di questa opera». Prima che il sipario si alzi, in un prologo al prologo, Delbono si presenta e si rivolge al pubblico raccontando due episodi della sua vita privata, legati alla Pasqua.

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La regia di Delbono lasciare da parte qualsiasi realismo, anche nelle scene di massa, come la processione, in cui Bobò, un sordomuto che Delbono utilizza in tutti i suoi allestimenti quasi come il suo doppio, porta la croce da solo sul palco.
E’ una Cavalleria intensa e solenne, già acclamata da critica e pubblico nel 2012, che è tornata al San Carlo per il San Carlo Opera Festival 2014.
 La scena  è una stanza , rosso sangue, in cui la storia prende forma e  termina con il duello rusticano annunciato dal teriblie grido finale “Hanno ammazzato Compare Turiddu!”. Ma già scenografia ci prepara al dramma fin dall’inizio, l’odore di morte aleggia nel teatro, evocato dalle parole iniziali del regista.

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La più apprezzata ed applaudita di tutto il cast è stata l’astro nascente napoletano, il soprano Anna Pirozzi (Santuzza), la quale ha debuttato di fronte al pubblico di casa visibilmente emozionata. Con la sua estensione vocale, la sua vocalità rotonda dal colore brunito, senza eccessi sentimentali, ha creato l’immagine di una giovane donna passionale, ferita nei suoi sentimenti, che mossa dall’amore trova la forza di opporsi alla frivola Lola.
La Pirozzi ha tutte le qualità per diventare ben presto una prima donna, anche per quanto riguarda la recitazione, e per lei ha risposto con professionalità e compostezza anche alle indicazioni più insolite del regista.

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Giovanna Lanza è stata un’elegante Mamma Lucia, essendo un grande autentico mezzosoprano, che, come è consuetudine per lei, ci ha consegnato una prova che è stata esemplare per intelligenza e coinvolgimento emotivo, senza inutili eccessi.

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Una vera rivelazione è stato il tenore Rafael Davila che ha interpretato un Turiddu esemplare, con una voce piena e forte e un suono potente ed espressivo. Angelo Veccia è stato un  Alfio convincente: come baritono, possiede una notevole estensione, e anche nei passaggi più difficili, arriva al pubblico con facilità ed intensità lirica.
La mezzospranno russa Asude Karayauz, nel ruolo di Lola la seduttrice, si è rivelata efficace per la voce comunicativa, il timbro sensuale e la recitazione sciolta e impertinente.
La conduzione di Jordi Bernácer è stata molto equilibrata e intelligente: ha fatto un ottimo lavoro come ha dimostrato la sua grande sensibilità per la musica, in grado di ottimizzare il rapporto tra l’orchestra e i cantanti.

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Il Coro del Teatro di San Carlo, diretto da Salvatore Caputo, ha cantato bene, con suoni equilibrati e ben intelligibili. Anche l’Orchestra era in buona forma, con la solita preminenza della sezione d’archi.
Il teatro era gremito e il successo è stato particolarmente caloroso.
 

Santuzza
Anna Pirozzi
Turiddu
Rafal Davila
Alfio
Angelo Veccia
Lucia
Giovanna Lanza
Lola
Asude Karayavuz

Direttore
Jordi Bernàcer
Maestro del Coro
Salvatore Caputo
Regia
Pippo Delbono
Scene
Sergio Tramonti
Costumi
Giusi Giustino
Luci
Alessandro Carletti

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

Lorenzo Fiorito