L´ambicione delusa. Leo. Martina Franca

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XXXIX FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA

Chiostro di San Domenico

30 luglio 2013

Commedia pastorale in tre atti

Libretto di Domenico Canicà

Edizione a cura di Luisa Cosi, dal manoscritto autografo

Prima esecuzione in tempi moderni

Progetto dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”

Grande merito del Festival della Valle d’Itria di Martina Franca è quello del recupero delle opere della scuola napoletana del 1700 ed in questo filone si inserisce la messa in scena, nella splendida cornice del chiostro di San Domenico, de: L’ambizione delusa di Leonardo Leo.

Prima messa in scena in tempi moderni, l’opera racconta il tentativo di ascesa sociale di due giovani contadini che avendo ricevuto una ricca eredità da uno zio iniziano a comportarsi in modo altezzoso e ad aspirare nobili nozze. Alla fine, dopo un susseguirsi di colpi di scena, si capirà che l’unica nobiltà che conta è quella dell’anima e che alla fine l’amore vince su tutto.

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Altro merito è  aver affidato le parti ai giovani dell’Accademia del Bencanto “Rodolfo Celletti”. All’interno di un cast nel complesso omogeneo, vanno segnalate le prove di Federica Carnavale nel ruolo di Silvio, di Filomena Diodati nel ruolo di Delfina e di Michela Antonucci nel ruolo di Cintia. Buone prove anche per Candida Guida – Foresto, Alessandra Martino – Laurina, Riccardo Gagliardi – Lupino e Giampiero Cicino – Ciaccone.

Ottima la direzione del maestro concertatore Antonio Greco che, essendo esperto nel repertorio napoletano, è divenuto ormai una presenza costante nel festival pugliese e che ha diretto in modo ottimale l’orchestra ICO della Magna Grecia di Taranto qui ridotta a piccola compagine d’archi così come prevista dalla partitura.

La regia di Caterina Panti Liberovici è stata la vera protagonista della serata, semplice e minimale ed ottimamente inserita all’interno del chiostro nel quale sono state allestite le scene di Sergio Mariotti. Belli anche i costumi di Caterina Botticelli e Cristina Aceti, in sintonia perfetta con la regia. Molto suggestive le luci di Giuseppe Calabrò.

 

Nonostante la lunghezza e la complessità della partitura, questa operazione si è dimostrata vincente visto il pieno di pubblico e gli applausi entusiasti che sono stati giustamente tributati a tutti.

Ciaccone: Giampiero Cicino

Foresto: Candida Guida

Delfina: Filomena Diodati

Laurina: Alessia Martino

Lupino: Riccardo Gagliardi

Silvio: Federica Carnevale

Cintia: Michela Antenucci
Maestro concertatore e direttore d’orchestra: Antonio Greco

Regia: Caterina Panti Liberovici

Scene: Sergio Mariotti

Costumi: Caterina Botticelli

Disegno luci: Giuseppe Calabrò
Orchestra ICO della Magna Grecia di Taranto

Domenico Gatto

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