Laura Giordano debutta la Traviata a Reggio Calabria 

278
La Traviata a Reggio Calabria 
La Traviata a Reggio Calabria

Un pubblico composto in gran parte di giovani ha sancito il successo pieno de La Traviata andata in scena il 21 settembre al Teatro Cilea di Reggio Calabria. Era il primo titolo in programma per il “Rhegium Opera Music Festival”, sotto la direzione artistica di Domenico Gatto e Renato Bonajuto, che non poteva avvenire sotto migliori auspici. Ora si attendono le altre opere in cartellone, Norma di Bellini e Don Giovanni di Mozart, i concerti e la seconda edizione del concorso lirico internazionale “Beppe De Tomasi”.

La regia di Andrea Merli ha mostrato uno scrupoloso rispetto del libretto, riuscendo comunque a rendere vivo e appassionante il dramma: lo stesso regista ha voluto regalarci un cameo, apparendo all’inizioin scena per pochi minuti, nei panni di un pittore che dipingeva una modella nuda. L’azione era ambientata nella Belle époque, ma questo non toglieva nulla all’autenticità e al fascino del capolavoro verdiano. 

La Traviata a Reggio Calabria

Un allestimento semplice ma efficace, con balaustra, drappeggi e alcune video-proiezioni per evocare gli ambienti in cui si svolgono i tre atti: una vetrata liberty, un giardino, una maestosa scalinata e una finestra su sfondo nero.

Nei panni di Violetta c’era Laura Giordano, giovane soprano palermitano di ottima scuola, che debuttava nel ruolo, alla quale il pubblico non ha fatto mancare applausi a scena aperta. La Giordano ha un timbro di voce chiaro e profondo, una eccellente presenza scenica, temperamento drammatico e tecnica matura da grande interprete. 

Nei panni di Alfredo, Giuseppe Talamo non è stato da meno. Il “giovanile ardore” del personaggio e la passione amorosa venivano fuori da una voce naturalmentelirica, ben proiettata negli acuti, forte nei centri e nei gravi. 

Salvatore Grigoli ha modellato un buon Giorgio Germont con una interpretazioneaccurata, un timbro sicuroe una buona presenza scenica.

Gli altri ruoli sono stati cantati da Alessio Gatto Goldstein (Barone Douphol), Gabriella Grassi (Flora Bervoix), Stefano Tanzillo (Gastone e Giuseppe), Demetrio Marino (Marchese d’Obigny), Giuseppe Zema (Dottor Grenvil) e Marcello Siclari (un commissionario). Molto brava Ilenia Morabito nei panni della fedele Annina.  

Le scene e i bei costumi erano curati da Artescenica Giaroli, le coreografie erano di Sofia Lavinia Amisich, per i danzatori del Centro Studi Danza di Gabriella Cutrupi, con il solista Francesco Rodilosso.

Pregevole la direzione di Manuela Ranno, che con un suo gesto direttoriale morbidoed autorevoleotteneva dall’orchestra e dai cantanti  sonorità coinvolgenti e tempi giusti , anche riuscendo a tenere insieme orchestra e palcoscenico, cosa non sempre semplice. Un elogio a parte va inoltre alla notevole prova fornita dal Coro Cilea diretto da Bruno Tirotta.

Lorenzo Fiorito