Trionfa il Requiem di Verdi a Milano diretto da Zubin Mehta

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Trionfa il Requiem di Verdi a Milano diretto da Zubin Mehta
Trionfa il Requiem di Verdi a Milano diretto da Zubin Mehta

Nella chiesa di San Marco a Milano, dove fu ascoltato per la prima volta il 22 Maggio del 1874 dall’Autore, torna il “Requiem” di Giuseppe Verdi ed è trionfo grazie alla direzione di Zubin Mehta ed a solisti di altissimo livello.

Alla conclusione del Libera me Domine! Intonato con trasporto dal soprano Maria Agresta il Maestro Metha ha tenuto sospeso il tempo in un attimo che è parso infinito. Rompendo la magia di quell’estatico raccoglimento, il pubblico che gremiva la chiesa di San Marco è esploso in un applauso interminabile. È stato un successo corale che ha coinvolto tutti coloro che hanno preso parte all’esecuzione del capolavoro.

Zubin Mehta si dimostra, ancora una volta, una vera forza della natura, sembra che per lui gli anni non passino. Tiene salda e sempre in pugno l’orchestra, che lo segue con visibile attenzione e diligenza. È stato sublime nella direzione, passando dai toni eterei a quelli disperati della partitura con naturalezza in un unicum di assoluta coesione e compattezza.

Soprattutto gli è riuscito cogliere l’aspetto mistico, che spesso viene trascurato a scapito di una maggior teatralità che il Requiem pure possiede, ma che è il fulcro di questa composizione: preghiera disperata dell’anima che chiede a Dio la remissione dei peccati e la salvezza eterna.

In questo suo afflato mistico è stato seguito alla perfezione dai solisti, in primis dalla straordinaria Maria Agresta che, intonando con angoscia prima e poi con soavità i melismi del Libera me Domine, è riuscita a rendere tutto il trasporto dell’anima penitente, donando alla preghiera il suo più profondo significato. In un assolo a cui la sua voce si adatta alla perfezione, riesce a passare con estrema facilità dal pianissimo del Requiem Aeterna al fortissimo del De mortae aeterna finale. In tutta la Messa il soprano salernitano ha mantenuto un alto livello d’ispirazione e ha regalato momenti emozionanti, per esempio nell’Offertorium, Sed signifer sanctus Michael è stato reso in modo veramente angelico, quasi a rendere visibile un passaggio fra la terra ed il Mondo superiore.

Momento memorabile è stato pure il duetto con Anita Rachveshvili, mezzosoprano fra i migliori nel panorama internazionale. Le due voci si sono unite nel canto del Recordare Jesu Pie in modo mirabile, perfetto, con meravigliosa dolcezza. Nel Liber scriptus il mezzosoprano georgiano è stato, viceversa categorico ed autorevole, rendendo in maniera assoluta lo spirito sofferente delle anime giunte al Giudizio finale; momento magico è stato il suo attacco Lux aeterna luceat eis delicato ed invocativo.

Ottima prestazione quella del tenore Giorgio Berrugi, dotato di una tecnica ferrata che gli ha permette di piegare la voce in Ingemisco tamquam reus con liricità suggestiva. Il suo Kyrie eleison è stato quasi un colpo al cuore, elevandosi sul pianissimo del coro ed incisive nell’Offertorium sono state le frasi: Hostias et preces tibi e fac eas, Domine.

Carlo Colombara possiede una delle voci più nobili tra quelle della sua corda, con un timbro caldo e vellutato cui si sommano eleganza nel porgere e limpidezza assoluta nel fraseggio. Di rara profondità il canto del Confutatis maledictis, il basso bolognese ci ha pure regalato altri splendidi momenti: Salva me fons pietatis, Quam olim Abrahae e, soprattutto, nel finale il categorico Requiem aeterna dona eis domine.

Il coro scaligero ha subito dall’afflato spirituale della direzione di Metha, offrendo una prova maiuscola, merito del maestro preparatore Bruno Casoni. Già dall’attacco iniziale Requiem aeternam ci ha fatto entrare nell’atmosfera mistica suggerita dal Maestro, anticipando così una serata memorabile. Giustamente violento nelle esplosioni del Dies Irae, suggestivo nel crescendo del Tuba Mirum, così come nell’Agnus Dei e quindi nel finale amalgamandosi perfettamente con la voce della Agresta nella conclusione del già citato Libera me Domine.

Con le ripetute chiamate e gli interminabili applausi, il pubblico ha così voluto dimostrare la propria gratitudine ai fautori del Requiem. Zubin Mehta, Maria Agresta, Anita Rachveshvili, Giorgio Berrugi, Carlo Colombara, hanno lasciato in tutti noi un ricordo incancellabile e commovente.

Domenico Gatto

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