Trionfo per Dimitra Theodossiou che bissa “Casta Diva” in Norma a Fidenza

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Trionfo per Dimitra Theodossiou che bissa “Casta Diva” in Norma a Fidenza
Trionfo per Dimitra Theodossiou che bissa “Casta Diva” in Norma a Fidenza

Parlare della Norma di Fidenza vuol dire confermare i “miracoli all’italiana” che avvengono più spesso nelle piccole città di provincia, dove la stagione d’opera sia condensa quasi sempre con un titolo ed in una sola data.

Teatro di grande fascino il Magnani di Fidenza ha registrato un tutto esaurito. Addirittura pure chi aveva l’accredito stampa non ha saputo, fino all’ultimo minuto, qual era il posto assegnato. Del resto tutti sono accorsi per ascoltare la Norma per eccellenza degli ultimi anni: Dimitra Theodossiou

Il soprano greco non si è di certo risparmiato, facendo d’entrata l’impensabile: bissare tutta – non solo una strofa – “Casta Diva”. Una vera e propria follia che finora nessun’altra cantante si è mai sognata di fare, essendo tutte preoccupate della lunghezza e difficoltà della parte. Il fascino ed il successo della Theodossiou sta anche in questo: nell’essere una Diva, nel vero significato della parola, che si concede totalmente al pubblico, ai fans che la amano oltre che per le sue innegabili qualità sceniche e vocali, soprattutto per questa sua generosità, simpatia e grande umanità. 

Scontato dunque il trionfo che l’ha accolta, con interminabili applausi a scena aperta e ripetute grida di “bravo”. Un successo che ha di fatto coinvolto il resto del cast, letteralmente trascinato dalla battagliera protagonista. Il mezzosoprano Chiara Chialli, ha dato vita ad un’Adalgisa fremente, seppure non esente di qualche acuto un po’ garibaldino; il tenore Mirko Matarazzo, un Pollione vocalmente ipertrofico e molto maschio nel timbro, ma anche scenicamente; l’ottimo basso albanese Frano Lufi autorevole e ben centrato nella parte di Oroveso ed, infine, il soprano Renata Campanella che ha dato voce a Clotilde ed il tenore Seung-Hwa Paek nel ruolo di Flavio.

Trionfo per Dimitra Theodossiou che bissa “Casta Diva” in Norma a Fidenza
Trionfo per Dimitra Theodossiou che bissa “Casta Diva” in Norma a Fidenza

Molto applaudita la direzione di Valerio Galli, che con soli cinque giorni di prove ha diretto con buon polso l’Orchestra Filarmonica delle Terre Verdiane, una compagine formata da elementi di varie altre orchestre ed il Coro dell’Opera, mutuato in buona parte da quello del Teatro Regio di Parma, formato da soli ventisei elementi, tanti bastavano per riempire il minuscolo palcoscenico, preparati dal maestro Stefano Giaroli.

La messa in scena, realizzata da Riccardo Canessa e della quale, in verità, dall’interno di un palco laterale poco si è potuto vedere, è stata quanto al giorno d’oggi possa esserci di più trasgressivo ed innovativo, cioè totalmente classica. Soprattutto il clima sacerdotale di “Casta Diva” è stato reso in modo solenne, con Norma sull’altare e sullo sfondo l’incombente luna piena, senza che nessuno facesse inutili controscene e lasciando che tutta la magia dell’immortale melodia assurgesse al ruolo di assoluto protagonismo. Conforme a questa visione registica Artemio Cabassi ha realizzato dei costumi assolutamente in stile. Quelli assai belli della protagonista sembravano ispirarsi alla regina dei film Peplum, la mitica Moira Orfei. Semplici, ma efficaci, le scene realizzate dal giovanissimo Eugenio Orlandi, che nonostante l’esiguità dello spazio a disposizione è riuscito ad inserire sul palco tutto quello che il libretto prevede senza che vi fosse l’effetto dell’ammasso.

Successo calorosissimo per tutti, con punte trionfali per Dimitra Theodossiou interprete di riferimento in questo difficile ruolo.

Domenico Gatto