Zenobia in Pamira di Paisiello a Napoli

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Zenebia in Pamira di Paisiello a Napoli
Zenobia  in Pamira di Paisiello a Napoli

Nello splendido teatrino di corte del Palazzo reale di Napoli è andata in scena la prima versione in tempi moderni di Zenebia in Palmira di Paisiello.

Per celebrare i 200 anni dalla morte di Giovanni Paisiello il Teatro San Carlo ha deciso di mettere in scena Zenobia in Palmira opera che il compositore realizzo nel 1790 per il massimo teatro partenopeo e che da quella data non fu più rappresentata.

Il nome di Palmira è oggi nel modo il simbolo della memoria storica che una cultura barbara, arretrata e fortemente maschilista ha cercato di cancellare dalle mappe e fa effetto pensare che il personaggio che l’ha resa luogo mitico sia invece una donna: la regina Zenobia, personaggio che ha travalicato i confini della storia entrando nel mito quale simbolo di donna forte ed autonoma.
Potrebbe essere facile paragonare i conquistatori romani a quelli dell’ Isis attuale ma sarebbe totalmente inappropriato, perché le conquiste romane portavano, cultura, tecnologia e benessere e non oblio e distruzione, basti pensare che i resti di Palmira sono arrivati fino ai nostri giorni.

Riccardo Canessa, alla sua terza esperienza presso il teatrino di corte dopo il Don Tastullo di Jommelli ed il Campanello di Donizetti, ha privilegiato per questa, che può essere definita una prima assoluta, seguire le precise indicazioni sceniche che lo spartito sorprendentemente contiene, in modo da ricreare il più possibile le atmosfere della prima esecuzione dell’opera nel 1790. Un’idea che, in un periodo di regie provocatorie e attualizzanti, suona veramente innovativa ed originale

Peccato che la sua messa in scena sia stata in parte inficiata dalla sostituzione nel ruolo di Arsace, di Tonia Langella, che a causa di un malore ha dovuto rinunciare alla recita, con Marina Comparato la quale ha salvato la recita arrivando il giorno stesso a Napoli e tuffandosi letteralmente nell’avventura, visto che si è cimentata in una parte di cui fino al giorno stesso non conosceva neanche una nota. Il Mezzosoprano umbro, che per questo motivo ha dovuto cantare per tutto il tempo con lo spartito in mano, è riuscito comunque a rendere bene la parte grazie alla sua facile e brillante agilità, al vertiginoso vocalizzare ed a delle qualità vocali e timbriche che la rendono ideale per i ruoli “en travesti”. Alla fine il pubblico ha premiato il suo sforzo tributandole una vera e propria ovazione.

Zenebia in Pamira di Paisiello a Napoli
Zenobia in Pamira di Paisiello a Napoli

Ottima Rosanna Savoia nel ruolo del titolo, è riuscita sia vocalmente, in un ruolo vocalmente molto complesso, ricco di agilità non solo nelle note acute ma anche in quelle gravi. La Savoia in tutto questo vorticare canoro ne è uscita vincente, senza mostrare alcun cedimento e dando alla mitica Zenobia tutta la regalità e la drammaticità che le compete.

Anche il tenore Leonardo Cortelazzi, ha reso in modo eccellente l’imperatore Aureliano, ha palesato una bella voce molto sicura negli acuti ed una forte e regale presenza scenica.

Il soprano leggero Sonia Ciani ha reso benissimo gli struggimenti che animano il personaggio di Pubblia, così come il mezzosporano Rosa Bove è stata perfetta nella parte di Oraspe, generale dei Palmireni, chiudeva il cast un’ottimo Blagoj Nacoski nel ruolo di Licinio.

Francesco Ommassini ha diretto la partitura di Paisiello, revisionata da Ivano Caiazza, in modo elegante, logicamente essendo la prima messa in scena in tempi moderni non è possibile avere un metro di paragone. Il maestro è riuscito sicuramente ha rendere le atmosfere che la partitura contiene, riuscendo anche a porgere in modo ottimale il suono per le voci dei cantanti e senza mai strafare, seguito in modo preciso dall’ottima orchestra del Teatro San Carlo.

Una bella riscoperta quella di Zenobia in Palmira che ha avuto per la sua resurrezione la cornice più adatta che vi sia quella del teatrino di corte del palazzo reale di Napoli: un luogo dove è sempre meraviglioso ascoltare della buona musica.

Domenico Gatto