Stagione della Fondazione Lirica di Cagliari

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Mauro Meli, neo sovrintendete,  presenta la Stagione della Fondazione Lirica di Cagliari: sei titoli d’opera e un balletto, puntando sui classici, per sedurre nuovi pubblici

Da “Norma” a “Traviata”, da “Tosca” e “Turandot”: le eroine del melodramma trionfano nella Stagione del Teatro Lirico di Cagliari accanto a immortali capolavori come “Il flauto magico” e a una moderna fiaba natalizia, “Gli stivaletti” (Čerevički) di Čajkovskij, che fa pendant al danzante “Schiaccianoci”.

Si alza il sipario sulla Stagione Lirica e di Balletto 2014: il neosovrintendente Mauro Meli, alla guida della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, racconta con passione ed entusiasmo un cartellone  costruito sui capolavori della storia del melodramma, dal fascino struggente e lunare della “Norma” di Vincenzo Bellini, alle suggestioni di un settecentesco esotismo ne “Il flauto magico” di  Wolfgang Amadeus Mozart, dall’Oriente fiabesco di “Turandot” alla passione di “Tosca” per un dittico pucciniano, che lascerà il posto a una spettacolare versione di “Tosca”. Finale in terra russa con le atmosfere natalizie de “Lo schiaccianoci” nella versione di Vasily Vainonen per il Balletto del Teatro Stanislavskij di Mosca, e infine ancora la musica di Pëtr Il’ic Čajkovskij per un’opera comico-fantastica, “Gli stivaletti” (Čerevički), riproposta nel felice allestimento del Teatro Lirico di Cagliari.

Tutto il fascino dell’opera lirica per una rosa di titoli tra i più conosciuti e amati, per risvegliare l’interesse del grande pubblico e delle giovani generazioni, chiamate a confrontarsi con i capisaldi di un ricco repertorio in versioni immaginifiche, contemporanee o più tradizionali, capaci di avvicinare trame semplici e temi di forte impatto popolare (non è questo il caso, certo, del mozartiano “Die Zauberflöte”) a una sensibilità più moderna e sofisticata. Si punta su sette recite (ritorna il secondo turno della domenica pomeriggio) con matinées e recite straordinarie per gli studenti delle scuole elementari e medie, e un programma estivo pensato per offrire ai numerosi turisti l’occasione di una sera a teatro in compagnia di un’inedita “Turandot” impreziosita dalle scenografie d’artista di Pinuccio Sciola, il maestro delle pietre sonore, e dalla voce straordinaria e ricca di sfumature di Dimitra Theodossiou (al suo debutto nell’arduo ruolo della crudele principessa). Si rinnoverà anche la tradizione degli incontri con importanti musicologi, per la presentazione alla città delle opere in cartellone prima della prima.

A dare il la alla Stagione Lirica e di Balletto 2014 sarà – giovedì 24 aprile, alle 20.30  (turno A), dopo le due anteprime aperte al pubblico del 22 e 23 aprile, con repliche fino al 4 maggio (nell’ambito del Festival di Sant’Efisio) – “Norma”, opera amatissima e virtuosistica di Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani (dalla tragedia Norma ou L’infanticide di Alexandre Soumet), ispirata al mito del sacrificio agli dei, e ai misteri dell’antico culto druidico. Nel cast spiccano Anna Pirozzi/Daniela Schillaci nel ruolo della protagonista e Roberto Aronica/Francesco Anile in quello di Pollione, mentre Veronica Simeoni e Elena Belfiore si alterneranno nella parte di Adalgisa, e Riccardo Zanellato/Dario Russo in quella di Oroveso; sul podio Julian Kovatchev, brillante ed eclettico direttore, allievo di Herbert von Karajan e reduce dalla fondamentale esperienza dei Berliner, mentre la regia del nuovo allestimento della Fondazione sarà firmata dal britannico Stephen Medcalf.

Immortale capolavoro, trasfigurazione in musica di simboli esoterici dai molteplici livelli di lettura – dall’impatto gioioso e popolare alle più sottili esegesi alchemiche e filosofiche  – “Il flauto magico” ritorna dopo poco più di dieci anni sul palcoscenico cagliaritano nella fortunata mise en scène del siciliano Roberto Andò, con la direzione musicale di Christopher Franklin (già apprezzato nel “Così fan tutte”). “Die Zauberflöte”, opera tedesca in due atti su libretto di Emanuel Schikaneder e musica di Wolfgang Amadeus Mozart, in programma  dal 30 maggio all’8 giugno tra le poetiche reinvenzioni di un Egitto di fantasia, vedrà in scena B. Thor Kristinsson (Sarastro), accanto a Marcel Reijans/Bernhard Berchtold (Tamino) e Nadine Sierra/Serena Gamberoni (Pamina), mentre la vertiginosa partitura della Regina della notte sarà cantata da Cornelia Goetz e Christina Poulitsi, Papageno avrà le voci di Markus Werba e Thomas Tatzl, Papagena quella di Francesca Sassu.

Fulcro dell’estate cagliaritana – con ben quindici repliche – sarà la “Turandot” di Giacomo Puccini  scena dal 27 giugno al 16 agosto, nel nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari con la regia dal fiorentino Pier Francesco Maestrini e le scene originali di Pinuccio Sciola. Sul podio Roberto Abbado, che si alternerà nel corso delle recite con il giovane direttore milanese Giampaolo Bisanti. Nel cast dell’opera incompiuta – su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, dalla fiaba omonima di Carlo Gozzi – Dimitra Theodossiou/Annalena Persson nella parte della pricipessa, mentre Calaf sarà interpretato da Marcello Giordani/Rudy Park/Badri Maisuradze/Marco Berti e infine la mite Liù avrà il timbro di Maria Alejandres e Valentina Farcas. L’ultimo capolavoro di Puccini incanta ancora con le sue volute dissonanze, evocative di un’Oriente esotico e misterioso, e con il delicato pathos di una storia d’amore e morte, in chiave di poesia.

L’autunno si accendecon il fuoco di “Tosca” – altra celebre eroina pucciniana – in una felice versione del Teatro Regio di Parma, con la regia di  Joseph Franconi Lee (da  un’idea  di Alberto Fassini, a sua volta allievo di Visconti) e scene e costumi di William Orlandi. L’opera – dal 3 al 12 ottobre, vedrà Gianluigi Gelmetti, direttore, docente e compositore romano, alla guida del coro e dell’orchestra della Fondazione e un interessante cast, in cui spiccano la Tosca di Svetla Vassileva e il Cavaradossi di Aquiles Machado ( in alternanza a Giorgio Berrugi), mentre nel ruolo di  Scarpia si cimenteranno Marco Vratogna e Leo An. Storia di passioni, tradimenti e inganni, inno all’arte e alla libertà, il celebre melodramma in tre atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa (dal dramma La Tosca di Victorien Sardou) sfiora temi delicati come la tirannide e l’abuso di potere, racconta la pericolosa seduzione della bellezza, la fragilità umana e l’indomito coraggio di uno spirito ribelle.

Novembre sarà invece il mese di “Traviata”, nel segno di Giuseppe Verdi: dal 7 al 16 sarà in cartellone  il melodramma in tre atti  su libretto di Francesco Maria Piave, ispirato a “La Dame aux camélias” di Alexandre Dumas figlio, nello splendido allestimento del 1987, proveniente dai Deutsche Oper am Rhein, Theatergemeinschaft Düsseldolf-Duisburg e Théâtre de la Monnaie Bruxelles firmato da Karl-Ernst e Ursel Herrmann. I registi hanno saputo ricreare le atmosfere in cui si fiorisce l’amore tra i due giovani, e poi l’amaro finale, attraverso riferimenti alla natura e al tempo che si fondono agli stati d’animo, in un perfetto parallelo con la trama degli affetti. Sotto la guida di Donato Renzetti, il cast che schera  Irina Lungu/Jessica Nuccio (nel ruolo di Violetta Valéry), Francesco Demuro/Giuseppe Varano (nella parte di Alfredo Germont) e Vittorio Vitelli  (il vecchio Germont).

L’arte di Tersicore abiterà ancora il tempio della lirica cagliaritano – dal 22 al 30 novembre – con  “Lo schiaccianoci” di Pëtr Il’ič Čajkovskij in un’intrigante variazione sul tema della fiaba (“Schiaccianoci e il re dei topi” di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann) proposta dal Balletto del Teatro Stanislavskij di Mosca. Il coreografo Vasily Vainonen ripensa la trama fantastica in cui si fondono l’universo narrativo della scrittrice svedese di letteratura per l’infanzia, Elsa Beskow, e quello del tedesco Hoffman, in un delicato e surreale – a tratti inquietante – racconto natalizio. Notturne danze di oggetti, primo fra tutti lo schiaccianoci, e incursioni di topi, insieme a figure pù familiari e rassicuranti come il Carbonaio-Principe e la Governante-Principessa, aprono inediti scenari nell’immaginazione, tra giochi infantili e tracce di miti e leggende.

Suggellerà la Stagione, dal 19 al 30 dicembre,  il ritorno sulle scene cagliaritane de “Gli stivaletti” (Čerevički) di Pëtr Il’ic Čajkovskij, nello storico allestimento, ispirato alle creazioni di Fabergé, con meravigliose scene e costumi ideati da Vjacheslav Okunev e l’intelligente regia di Yuri Alexandrov  – sul podio ancora Donato Renzetti. L’opera su libretto di  Jakov Polonskij, da “La notte di Natale” di Nikolaij Gogol, parla dell’amore di Vakula per la bella e altezzosa Oksana, la qual pretende un prezioso e quasi inarrivabile dono, che solo in virtù della sua passione il giovane riucirà ad ottenere, vincendo i diavoli e la sorte per giungere fin dentro il palazzo reale. Streghe e demoni interferiscono con il mondo degli umani, e solo dopo varie peripezie il coraggioso fabbro potrà conquistare il cuore dell’amata, tra sere incantate e una radiosa mattina di Natale. Le voci: Vakula sarà interpretato da Vsevolod Grivnov, la strega Solocha da Irina Makarova e Oksana dal soprano Alex Penda.

Anna Brotzu